Ott 152015
 

Raccontare attesa, dolore e speranza. Una sfida culturale e psicosociale che ci siamo posti fin dal 2006. Questo video è frutto di un lavoro condiviso da quasi 200 famiglie italiane colpite da lutto perinatale, che hanno deciso di metterci la faccia. Di raccontare a se stessi e agli altri una parte della loro storia. Di rendere visibile, con dolcezza e rispetto, ciò che solitamente fa paura e viene nascosto. Il volto di chi c’era e poi non c’è stato più. Da quelle attese, da quei volti, da quell’amore, possiamo ripartire e attraversare il lutto.

Da queste facce possiamo imparare l’amore difficile.

Che è comunque amore.

Ott 142015
 

24 Susanna F

Sei stato un raggio di sole e una nuvola ti ha portato via. Schiarita dentro per un attimo, vivo ora, come Luna, della luce riflessa che tu mi hai donato. Avresti avuto un nome come regalo. Che magari non ti sarebbe piaciuto. Ma sarebbe stata la prima cosa davvero tua. Nei miei pensieri, ti chiamo con quel nome e ascolto stupita le tue risposte semplici a domande complicate.

Susanna F.

Ott 132015
 

23 Laura Francia

A parte che ho ancora il vomito per quello che riescono a dire, non se son peggio le balle oppure le facce che riescono a fare. A parte che i sogni passano, se uno li fa passare. Alcuni li hai sempre difesi, altri hai dovuto vederli finire. (cit. Ligabue 2010)” Roberto e Stella sono i nostri figli di cielo, figli di cui ad oggi non si può parlare, perché “ne farete altri 100, pensa a quelli che hai già, pensa a chi non ne può avere, ecc….”. Roberto e Stella seppur per poche settimane hanno riempito i nostri cuori e le nostre anime di amore e speranza, e, seppur invisibili, saranno sempre con noi e ci accompagneranno nel cammino della Vita. Perdere un figlio in gravidanza è devastante, ed è ancora più devastante il vuoto che si crea intorno a chi rimane. Abbiamo deciso di metterci la faccia per diffondere la cultura del Lutto Perinatale, perché non ci siano più tabù e non si abbia paura di parlare dei bambini morti in gravidanza e durante o dopo il parto. E’ un cammino lungo e tortuoso, fatto di lacrime, sorrisi, ricordi invisibili e odori immaginati, ma il dolore può essere trasformato in un’onda d’amore inimmaginabile.

Gabriele & Laura

Ott 112015
 

21 matteo pio

Il lutto perinatale esiste,è reale, doloroso  e colpisce molte famiglie. Il lutto  perinatale ha colpito anche la mia famiglia. Mio figlio è nato improvvisamente, ma non così improvvisamente è morto ;   In quei  giorni  in cui Matteo Pio ha vissuto ho assaporato  la morte ,ora dopo ora. Non avevo mai pensato che un bambino potesse morire prima ancora di affacciarsi alla vita,eppure succede a tante donne,a tanti padri ,a tante famiglie. Il lutto perinatale è vissuto in maniera silenziosa,come silenziosa spesso è la nascita di molti di questi  bambini. Le mamme colpite da lutto perinatale vengono chiamate “mamme speciali”. Io mi sento semplicemente una madre imperfetta che ha generato un bambino speciale, lui è speciale perché mi ha insegnato a guardare il mondo con occhi diversi ,occhi “pieni”:pieni di lui,pieni  di noi, pieni di ciò che veramente importante.

Monia mamma “per sempre” di Matteo Pio

Ott 102015
 

20 cristina c

Pensavamo di essere morti con te e forse è andata così perché quelli che eravamo non siamo più e non lo saremo mai. Ci siamo poi resi conto un giorno di essere vivi e abbiamo deciso di continuare il nostro cammino per noi e per te che sei la nostra Viola d’amore infinito. Con il cuore trafitto perchè non ci sei, ma con la consapevolezza che nulla è più bello che averti avuta, amata, abbracciata, sognata, desiderata. Sei il nostro pensiero, il nostro amore, la nostra rivoluzione. Sei la nostra vita e tu vivrai attraverso di noi che siamo e saremo sempre la tua mamma e il tuo papà

Cristina C.

Ott 092015
 

19 Sarina 3

E allora eccomi qui, con mio marito e i miei figli in cielo…Laura, nata a termine e finita il terapia intensiva a causa di errori medici, è vissuta 45 giorni, senza mai piangere, senza mai aprire gli occhi. L’abbiamo coccolata come abbiamo potuto, a casa avevamo Giada di 2 anni e mezzo, non potevamo stare in ospedale 24 ore al giorno, forse questa è ancora una delle poche cose che mi rimprovero… Ma ringrazio per ogni giorno che è vissuta, ho tante foto di lei, questa l’abbiamo scattata da soli, “foto di famiglia” si intitola…in quel momento speravo ancora di portarla a casa…in qualche modo…Mi hanno insegnato tante cose, tutti i miei figli mi hanno reso una mamma migliore. Anche se a volte il cuore è ancora pesante, non li ringrazierò mai abbastanza per aver scelto me come mamma. Vi amo figli miei.

Sara

Ott 072015
 

17 rainbow

Mia ho un solo rimpianto piccola Mia, quello di non averti vista e coccolata, ma oggi, mio piccolo tesoro ti ringrazio per avermi fatto diventare quello che Riesco a ridere, godere di quello che ho e essere quasi sempre serena grazie a te, piccola stellina che ha arricchito la mia vita di un amore invisibile agli occhi.

Ott 062015
 

16 Barbara Battisti C

Di una famiglia formata da tre persone sono rimasta solo io. Io racchiudo tutto l’amore che prima era diviso in tre parti uguali. Sono diventata la porta da cui passano i cuori, i respiri, le anime di mia figlia e mio marito. Loro erano la mia ragione di vita, ciò che le dava un senso. Ora più che mai io vivo per loro. Eternamente mio, Eternamente Tua, Eternamente Nostri.

Barbara B.

Ott 042015
 

14 Ilaria Bertoli

In questa foto ci siamo io, Michele e Tommaso piccolo (che sta nascosto nella mia piccola pancia) al matrimonio di mia cugina il 20 luglio dell’anno scorso, quando tutto sembrava non poter che andare bene. Poche settimane dopo i dottori si sono accorti del rialzo di pressione e del ritardo di crescita. Tommaso è nato il 15 ottobre (data che tutti noi conosciamo) a 27 settimane +2 e ha sgambettato nell’incubatrice per nove bellissimi giorni. Tommaso continua ad essere con noi, non più nella mia pancia piccola o nell’incubatrice, ma nei nostri cuori e nei nostri pensieri.

Ilaria

Set 262015
 

Mettiamoci la faccia – 25.09.2015

Noi ci mettiamo la faccia e la pancia! Non conosco le parole giuste che possano descrivere il baratro in cui si sprofonda dopo la morte di un figlio, quello che so è che innaturale solo pensare che certe cose accadano. E quello che so è che dopo solo sei mesi, noi stiamo risalendo la montagna e questo si chiama Amore, l’amore che ci ha trasmesso il nostro Damiano. Insieme si può.

Michela con Giuseppe, Pietro in terra e Damiano in cielo