Ott 052011
 

Come stai? Così così… Ti vedo meglio! Dai!, secondo me il peggio è passato. Oppure (già meglio): Come ti senti? Non troppo bene… Mi dispiace, cosa posso fare per te? Anche se secondo me il peggio è passato. No. Non è il peggio ad essere passato. E’ il meglio, è mio figlio che è passato. Mi manca. Ed è per questo che non sto troppo bene.

 

Claudia Ravaldi

5 Ottobre 2011, 5° giorno del babyloss awareness month

Ott 042011
 

Il lutto ci rende peggiori? Il lutto tira fuori il peggio là dove c’era del peggio da tirare fuori. Perchè il lutto è soprattutto dolore che trasforma e fa crescere in un lungo percorso di alti e di bassi, di lavoro ai fianchi, di crisi e superamenti. Arriva un giorno il momento in cui si scopre che quel lutto ti ha reso migliore forse, o forse solo più rispettoso di te stesso e dei tuoi reali e profondi bisogni. Tra questi, l’opportunità di ricordarLi, grati, e non disintegrati.

Claudia Ravaldi

4 Ottobre 2011, 4° giorno del babyloss awareness month

Ott 032011
 

Dico grazie. Perchè cinque anni fa non avrei mai pensato di raccogliere i frutti di tanti semi gettati. E desidero ringraziare, come sempre, chiunque abbia contribuito, contribuisca e contribuirà alla nostra causa.

Claudia Ravaldi

3 Ottobre 2011, 3° giorno del babyloss awareness month

Ott 022011
 

Sentir pronunciare il nome di mio figlio

può far affiorare le lacrime sui miei occhi,

ma non smetterà mai di portare musica alle mie orecchie.

Se tu sei veramente mio amico,

permettimi di ascoltare la bellissima musica del Suo nome.

Questo calma il mio cuore spezzato

e nutre la mia anima.

 

Autore sconosciuto

2 Ottobre 2011, 2° giorno del babyloss awareness month

Set 172010
 

Io pronuncio il tuo nome

Io pronuncio il tuo nome
nelle notti oscure,
quando giungono gli astri
a bere nella luna,
e dormono i rami
delle fronde occulte.
Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Folle orologio che canta
antiche ore defunte.

Io pronuncio il tuo nome
in questa notte oscura,
e il tuo nome mi suona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della mite pioggia.

Ti amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia si scioglie
quale nuova passione mi aspetta?
Sarà tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare
con le dita la luna!

(F. Garcia Lorca)

Un mese, 31 giorni, tutti dedicati alla memoria dei bambini che non ci sono più, ma che tanto hanno cambiato le vite dei loro genitori.

Un mese, 31 giorni, per rimettere nel cuore i giusti ricordi, per guardare il cammino fatto, per vivere la nostalgia che è possibile sentire solo quando il cuore è stato innamorato di chi non è più con noi.
31 giorni di riflessione e di “pacificazione” delle nostre anime sbatacchiate dalla violenza del lutto, ma non per questo ingrigite, chiuse, perse.
31 giorni di lavoro, con gli altri, per diffondere la cultura del lutto perinatale, diffondere le informazioni mediche e scientifiche sull’argomento, per migliorare la comunicazione con e tra i genitori.
31 giorni, ogni anno, per rendere presenti nelle nostre vite, e fonte di espressione e di crescita, i nostri “piccoli-per sempre, e per sempre-amati” bambini.